Solanacee

solanacee

Solanacee

Riconoscere le solanacee è molto importante perché contengono sostanze che, all’interno di una dieta, possono portare a problematiche infiammatorie. Soprattutto se consumate a dosaggi più elevati.

Ma quali sono le solanacee? Pomodori, Melanzane, Peperoni, Peperoncino, Patate, bacche di Goji e tabacco fanno parte della famiglia delle solanacee

Una constatazione che spesso lascia sorpresi la maggior parte dei lettori è che alcune solanacee in realtà non sono verdure, ma sono frutti! 

Attenzione poi al tabacco che spesso viene sottovalutato. È fondamentale per i pazienti affetti da Fibromialgia e/o patologie autoimmuni sospendere l’assunzione di tabacco. Di fatto bisogna smettere di fumare. 

Fibromialgia e Solanacee

Ma arriviamo al nocciolo della questione. Perché i pazienti affetti da Fibromialgia ed in genere tutti pazienti affetti da patologie autoimmuni dovrebbero evitare le solanacee? 

La risposta sta in alcune sostanze contenute all’interno di questi ortaggi, definite GlicoAlcaloidi o TGA. Tra questi riconosciamo la solanina, la tomatina, la chaconina, la solasonina e la solamargina. I GlicoAlcaloidi hanno una bassa tossicità nell’organismo umano se assunte a piccole dosi

Tuttavia nei pazienti Fibromialgici e nei pazienti con patologie Autoimmuni, basta anche solo la presenza di queste sostanze per scatenare una reazione infiammatoria da leggera a severa a seconda dei casi.  L’ingestione di questi Glicoalcaloidi può provocare problematiche di tipo infiammatorio fino a novanta giorni di distanza. 

Per questo motivo il Protocollo Multifunzionale prevede la proibizione di mangiare solanacee per 90 giorni per poi introdurle di nuovo, gradualmente, nel quotidiano regime alimentare. 

Solanacee a cosa servono

Queste sostanze sono utilizzate in natura dalla pianta per proteggere i propri frutti e i propri tuberi dall’attacco di muffe, insetti, vermi e batteri e si concentrano maggiormente sulla buccia e intorno ai semi. 

Ma anche nelle parti non commestibili come foglie, fusti e radici non commestibili. La quantità di solanina prodotta e presente nelle solanacee, però, varia a seconda dell’ortaggio, della conservazione, e della maturazione. 

Solanacee Lista

peperoncino solanacee

Prima di proseguire nella lettura dell’articolo, ricapitoliamo le solanacee quali sonoTenendo sempre presente che non si limitano a piante o verdure, ma anche alcuni frutti o il tabacco fanno parte di questa famiglia.

Solanacee elenco:

  • patate
  • pomodori
  • famiglia dei peperoni
  • Melanzane
  • Peperoncino
  • Tabacco
  • Bacche di Goji

famiglia delle solanacee

La solanina

Il GlicoAlcaloide principale della Patata è la solanina e la ritroviamo principalmente sotto la buccia. Inoltre la quantità di solanina aumenta quando le patate sono vecchie, molto germogliate ed assumono colore verde. Proprio la variazione di colore ci fa capire se la concentrazione di solanina aumenta. 

C’è da aggiungere che questo composto incrementa nelle patate quando sono esposti al sole, per cui si consiglia di tenerle sempre al buio. La solanina presente nelle patate viene disciolta a 240°. 

Quindi un consumo occasionale di patate senza buccia fatte bollire o cotte al forno a temperature maggiori di 240° potrebbe essere indicato nelle fasi di reintroduzione delle solanacee nei pazienti affetti da Fibromialgia o da patologie autoimmuni. 

La tomatina

Nel pomodoro invece il GlicoAlcaloide principale è la tomatina e la sua concentrazione dipende soprattutto dalla maturazione dell’ortaggio.  Più il pomodoro è acerbo e maggiore sarà la concentrazione di tomatina presente. Il consiglio è, pertanto, quello di evitare totalmente in pomodori crudi (ad esempio in insalata). 

Se si dovesse fare uno strappo alla regola allora dovrebbero essere senza buccia e senza semi perchè è proprio in questi due distretti che abbiamo la maggior concentrazione di TGA. Come per le patata, in un regime di reintroduzione delle Solanacee dopo i canonici 90 giorni di stop, è sempre indicato una cottura a temperature superiori ai 240°

Nelle Melanzane infine le TGA presenti sono la solasonina e la solamargina presenti ubiquitariamente nell’ortaggio. 

Solanacee; meccanismo di infiammazione

Come funziona quindi il meccanismo di infiammazione delle TGA nel nostro organismo?

Il motivo principale per il quale queste sostanze vengono limitate nelle patologie autoimmuni e soprattutto nella Fibromialgia è l’azione sull’apparato digerente

Le TGA infatti agiscono soprattutto sui tessuti gastrointestinali danneggiando le pareti della barriera intestinale, esacerbando un’infiammazione cronicaInfiammazione che si riflette sul ciclo mitocondriale e sulle riserve energetiche dell’organismo.

Inoltre, agiscono sul sistema nervoso bloccando la trasmissione degli impulsi tra le cellule nervose con un effetto anti-colinesterasi.  Questo porta all’accentuarsi della cosiddetta FibroFog o confusione mentale tipica dei pazienti affetti da Fibromialgia.

È scientificamente provata inoltre una tossicità legata a lunghi periodi di basse o bassissime assunzioni. Uno degli effetti cronici che si manifesta colpisce il metabolismo del calcio che sembra essere destabilizzato dal fatto che la solanidina, l’alcaloide derivato da solanina e chaconina, ha una molecola molto simile alla vitamina D3. 

Si favorisce il prelievo di calcio dalle ossa e il suo deposito in giunture e tessuti molli, peggiorando dolori articolari, nei soggetti predisposti.  Inoltre tutto questo, favorisce bassi depositi di Vitamina D che tipicamente nei pazienti affetti da Fibromialgia si trova a livelli pericolosamente bassi

Stop alle solanacee per 90 giorni

Ecco dunque riassunti i motivi principali per cui è fondamentale, nell’ambito dell’applicazione del Protocollo Multifunzionale per la cura dei sintomi della Fibromialgia, lo stop all’assunzione della famiglia solanacee per i primi novanta giorni di trattamento.

La reintroduzione di alcuni o tutti gli ortaggi di questo gruppo nell’abituale regime alimentare del paziente Fibromialgico dovranno poi essere valutati da caso a caso dopo i primi 90 giorni di Protocollo Multifunzionale.

Ricordiamoci sempre che quando si parla di Fibromialgia si deve pensare a curare la persona e non la malattia.

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